Buonuscite e portieri, vien da ridere

23.07.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Buonuscite e portieri, vien da ridere

Quando parlano della Premier League bisogna fare attenzione. Dobbiamo sempre dire grazie agli inglesi, che hanno fatto guadagnare l'incredibile a tanti club europei. Non solo, dicono che l'arrivo di Klopp e Guardiola e altri tecnici, che vanno per la maggiore, abbia migliorato il campionato sul piano tattico. Ho più di un dubbio, vista la finale dell'Inghilterra di Southgate. Una tabella aiuta a capire la differenza tra l'abilità degli allenatori e la pochezza dei presidenti, a proposito delle buonuscite degli esonerati: Rodgers, Liverpool 2005, 9,5 milioni; Villas Boas, Chelsea 2012, 16,5; Mourinho, Chelsea 2007, 13,7; Mourinho, Chelsea 2015, 13,7; Moyes, Manchester United 2014, 5,5; Eriksson, Inghilterra 2014, 3,5; Dalglish, Liverpool 2015, 11,7. Ricordo, comunque, che anche al Real Madrid Ancelotti nel 2005 è uscito con 3,5 e l'anno dopo Benitez con 9,7. Per non parlare del PSG, che nel 2016 accompagnò alla porta Blanc con 22 milioni. D'accordo, anche in Italia non siamo da meno, se Conte, uscito dal contratto che scadeva nel 2022, ha preteso dall'Inter 7 milioni. Ma anche il Torino di Cairo in passato aveva 4 allenatori a libro paga: se non vado errato Camolese, De Biasi, Novellino e Zaccheroni.

Detto questo, due cose mi hanno lasciato perplesso. Una la girandola di tecnici sulle panchine delle 20 di A. Credo si sia battuto ogni record. Sono 12: Inzaghi, Allegri, Sarri, Dionisi, Juric, Thiago Motta, Andreazzoli, Italiano, Spalletti, Mourinho, D'Aversa e Di Francesco. Dopo gli auguri di rito, penso agli esoneri e a quei presidenti che avranno stipulato contratti a lungo termine.

L'altra riguarda i portieri. Un ruolo tanto delicato non può essere sostituito senza prima aver valutato una serie di considerazioni. Ad esempio, mi ha stupito l'Atalanta, non tanto per l'acquisto di Musso, reduce da un ottimo torneo e titolare dell'Argentina, ma per la cifra spesa. Venti milioni per la società dei Percassi vogliono dire fatica, sudore, lacrime e sangue. La cosa strana è che Gollini, quasi subito, torna in Premier, al Tottenham, che ne fa il secondo di Lloris, numero uno di Francia. Due anni in prestito con diritto di riscatto per 15 milioni, ma con l'obbligo dopo 20 partite. Come Silvestri, ceduto dal Verona per 2,5 milioni all'Udinese, più 1 di bonus. Operazione a senso unico, per chi non voleva rinnovare il contratto e andare via. Non credo l'arrivo di Montipò, retrocesso col Benevento, abbia pareggiato la partenza. Ancora una volta un'Udinese da applausi. L'unico facile da spiegare è Sirigu al Genoa. A Torino aveva fatto il suo tempo.  

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