Burdisso non sbagliare!

04.08.2023 10:10 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Federico De Luca 2022
Burdisso non sbagliare!

Sono stato alla Fiorentina col Conte Pontello nell''85/'86 e considero la Viola una delle società più importanti d'Europa. Lo dicono la storia, la città, la tifoseria e i 30mila accorsi all'Olimpico per la finale di Coppa Italia. E il Conte, senza avere la potenza economica dei Della Valle e di Commisso, arrivava secondo. C'era da ricostruire la squadra. Aggiunse: "Faccia cosa le pare, basta finire in attivo". Risposi: "Ci riusciremo. Le chiedo solo di pagare il 27. Se cade di sabato, il 26; se di domenica, il 25". Ero incosciente, gran lavoratore e, senza dubbio, fortunato. Finimmo con 276 milioni di attivo, una squadra ringiovanita e uno staff di livello, con Agroppi e Piaceri reduci da un campionato di B, a Perugia, con una sola sconfitta. Avevo l'esempio del PSV Eindhoven, che anticipava i club più importanti, con Romario prima e Ronaldo poi. Guardavo all'Argentina, al Brasile e all'Ajax e speravo di non arrivare secondo nella corsa al campione. Avevo lo sguardo puntato sulle nazioni all'avanguardia e sulla società che controllava l'Europa del Nord, oltre al settore giovanile più fiorente.

Nell'esperienza di procuratore, nell''82, avevo conosciuto Ricardo Cosentino, che aveva portato alla Fiorentina Bertoni, buon calciatore, e un fuoriclasse, Passarella. Capiva di calcio come pochi. Ci sentivamo spesso. Doveva segnalare un calciatore pronto per giocare in un top club del campionato. Uno, ma un crack, dal momento che non credevo ce ne fossero due in grado di fare la differenza. Fece il nome di Burruchaga, centrocampista di gran spessore, prima dei problemi alle ginocchia, eppoi Redondo, un fuoriclasse. La sera a casa Mantovani, con Cosentino e Menotti, il calciatore era della Sampdoria. Al mattino alle 8.00, per la prima volta il Presidente venne meno all'impegno, ma Mancini e Vialli avevano detto che era lento e consigliarono Mikhailichenko. Peccato, si trattava del più veloce di testa in circolazione. A conferma che le idee non erano del tutto sbagliate, nell''86 avevo acquistato Van Basten per la Fiorentina, di cui conservo il preliminare di contratto. Mi fu offerta la presidenza della società, poi ci fu rottura e scelsero Rebonato.

Tutto questo per dire a Burdisso, buon calciatore ed ex D.S. del Boca Juniors, che dalla sua nazione porti in viola il migliore, un numero uno. Lasci perdere quelli che non lo sono, perché, come diceva Bill Veeck, G.M. dei St. Louis Cardinals: "Non è il costo della qualità che preoccupa, è il costo della mediocrità che rovina", e sfoltire sarebbe già un primo successo. 

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