Ci voleva l'Atletico?

22.12.2023 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Getty/Uefa/Image Sport
Ci voleva l'Atletico?

Giuro, viene da ridere. Aspettavo i sorteggi della Champions. Non avevo capito le otto sostituzioni di Inzaghi a Lisbona contro il Benfica e Lautaro in panchina nella gara, decisiva per il primato del girone, a San Siro con la Real Sociedad. Nel calcio mai dare vantaggi, ma fare l'impossibile per prenderli. Se ho la possibilità di evitare Real e Atletico Madrid, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Barcellona, Manchester City e Arsenal, devo fare l'impossibile, perché troverei una delle seconde: Copenaghen, Lipsia, PSV Eindhoven e Porto. Credo esista una differenza e non si venga a dire che lo stratega nerazzurro abbia convinto la società a mettere al primo posto il ventesimo scudetto, che porterebbe alla seconda stella. Signori, si parla dell'Inter, uno dei primi club al mondo! Non approfittare di vantaggi per passare ai quarti del torneo più importante del calcio sembra un'eresia.

Puntualmente l'avversario si chiama Atletico Madrid, una delle squadre più difficili, con Simeone che, oltre ad averci giocato, guida il club da più di dieci anni, è l'autentico padrone e l'allenatore più pagato al mondo. In casa non perde da una vita e, come dice Capello, "... non gioca per piacere, ma per il risultato". Quando leggo che l'Inter ha tutto per superare l'Atletico, è vero, perché può anche conquistare la coppa dalle grandi orecchie, ma sono ancora d'accordo con Fabio quando si augura che, con i colchoneros, giochi la squadra più competitiva, non come nei gironi.

Ripeto che il turnover di questi tempi è ridicolo, perché siamo al girone d'andata, d'inverno è più facile recuperare e non dite che tre partite alla settimana non si possono giocare. Come dice Becker: "La pressione è quella che avverte il minatore, che si spacca la schiena tutti i giorni per garantire tre pasti alla famiglia". Spiegate, inoltre, come fanno nell'NBA a giocare tre giorni di seguito dopo aver volato da Los Angeles a New York con quattro fusi orari di differenza. A chi dice che sono super atleti, ricordo che nel tennis si gioca quasi sempre ogni giorno nei tornei da 2 set su 3 e negli slam, dove è d'obbligo 3 su 5. Né venite a raccontare che chi viene sostituito riposi. E' un'altra sciocchezza. Così vuole la moda, anche se viene in soccorso Leo Longanesi: "L'Italia è un Paese dove è meglio aver torto in molti che ragione in pochi".

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