Commisso e il Viola Park

12.02.2021 09:00 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Commisso e il Viola Park

Alla Fiorentina mancava una sola cosa: il centro sportivo. Non accettavo che le squadre giovanili si allenassero alla Madonnina del Grappa, a Fiesole, Peretola, Firenze Sud e altrove. Sapevo i disagi degli istruttori, dei ragazzi e dei genitori e non so quante volte ho suggerito di rilevare la Settignanese e il factotum Romei, per ovviare al problema. Una società tra le più importanti dimostrava di non capire le esigenze del settore giovanile, che, oltre a rappresentare il salvadanaio del club, doveva portare, come minimo, portieri, difensori e centrocampisti alla prima squadra. Ho fatto i complimenti a Commisso quando ha risolto il problema col sindaco Casini a Bagno a Ripoli. Finalmente si mettono le fondamenta per costruire una Fiorentina competitiva.

Quando leggo che il Viola Park sarà pronto in 18 mesi, si è allargato il cuore. Poi i numeri hanno raffreddato gli entusiasmi: 25 ettari di terreno, due stadi da 1.500 e 3.000 posti a sedere, 10 campi, 2 per la prima squadra, 3 per le giovanili, 3 per il femminile e 2 micro, piscina, palestre, uffici direzionali e foresteria. L'architetto Casamonti pare si sia ispirato al modello Tottenham, che nel 2012 si è dotato di un centro di 30 ettari. E' logico che Commisso dichiari di essere orgoglioso di un progetto di tale importanza, ma spero si renda conto delle difficoltà che comporta. Rimango dell'avviso che il fatto tecnico sia sempre penalizzato, mentre dovrebbe occupare il primo posto. Mai dimenticare che la partita della domenica è la bistecca, il resto è contorno. Vabbene andare a vedere le strutture degli Spurs a Londra, ma non sarebbe male studiare l'organizzazione dell'Ajax, che rimane la migliore società, e magari allargare l'orizzonte e osservare il San Paolo, che raccoglie il meglio dei giovani del Brasile e gode credito anche in Giappone, se ogni anno gli vengono inviati i migliori prospetti.

Molto più vicino c'è Empoli e parlare con Fabrizio Conti allargherebbe gli orizzonti. Un megacentro potrebbe condurre fuori strada. L'obiettivo dovrebbe essere quello di privilegiare la qualità. La Fiorentina potrebbe avere tutto per competere con chicchessia. Se il Real Madrid vende Hakimi all'Inter e Theo Hernandez al Milan significa che anche nel club numero uno al mondo si capisce il giusto. Allora nessun traguardo dovrebbe essere precluso, gemellando le società di settore giovanile guida della Toscana, Tau Altopascio, Cattolica e Sestese, e quelle fuori regione, Vigor Perconti, Urbe Tevere, Tor Tre Teste, Giorgione di Castelfranco e Segato di Reggio Calabria. Con i migliori istruttori, e lasciando da parte la quantità, ogni traguardo sarà alla portata.    

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