Commisso e Vlahovic

08.10.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Commisso e Vlahovic

Non so da quanto si parli del contratto di Vlahovic, finché Commisso, dopo l'ennesima offerta, ha detto basta. La proposta prevedeva un ingaggio di 4 milioni netti per la prima stagione e 5 per le altre, fino al 2025. Le commissioni? 3 milioni per l'agente. Sono cifre che nessuno ha guadagnato alla Fiorentina e, per chi percepiva 900mila euro, era più di un salto triplo. Pare che la risposta sia stata: 5 milioni per il primo anno e 6 per gli altri. Le commissioni? 5 milioni, con una percentuale del 10% sul prezzo dell'eventuale vendita.

Di fronte a questa trattativa non rimane che rompere il contratto con l'agente. Non è difficile. Basta andare dalla famiglia Vlahovic, mettersi al tavolo e trattare senza intermediari. Se Commisso fosse stato disposto a dare 24 milioni netti per 4 anni al calciatore e i 3 della commissione alla famiglia, una volta chiuso il rapporto con l'agente, non pensate che il caso sarebbe stato risolto? Non erano sufficienti? Bastava ritoccare la cifra, perché è sempre questione di soldi. Da quel momento la Fiorentina avrebbe messo all'indice il procuratore. Superfluo aggiungere che il calciatore in seguito poteva essere ceduto. Il coltello dalla parte del manico sarebbe tornato a Commisso, che avrebbe deciso nel modo più opportuno.

La stessa cosa doveva fare il Milan con Donnarumma. Non penso che il vincitore sarebbe stato Raiola. Vince sempre la società, quindi il presidente, colui che paga. Ricordo che, ai Chicago Bulls di Michael Jordan, Jerry Krause aveva un giocatore importante, Scottie Pippen, in scadenza di contratto. I giornali lo davano già ai Phoenix Suns. Il G.M. convocò in sede Pippen e l'agente. Fece loro un'offerta per il prolungamento del contratto che non si poteva rifiutare. Aggiunse che l'avrebbe ceduto dove desiderava, ma la trattativa doveva essere condotta dalla società. Come finì? Semplice: Pippen ai Phoenix Suns, con una buonuscita, l'agente accontentato e Jerry Krause non scavalcato, con vantaggi per i Chicago Bulls. Non ci crederete, ma è solo questione di soldi! 

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