Costretti a vendere!

19.07.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Costretti a vendere!

D'accordo, abbiamo vinto l'Europeo, ma i problemi restano. Non mi riferisco a quelli tecnici, ma economici. Ho cercato nei divertissements di Lady Radio di far capire ai dirigenti che il primo comandamento del calcio non doveva essere disatteso: far quadrare i conti! Quante volte ho riportato la frase del Cancelliere Schroeder, quando nel 2002 disse: "Non interessa che i migliori calciatori vadano in Inghilterra, Italia e Spagna, a me interessa che le nostre società abbiano bilanci a posto". Il problema si poneva anche 20 anni fa, ma abbiamo fatto orecchie da mercante. Nel frattempo la Germania costruiva stadi all'avanguardia, vinceva trofei a livello internazionale, oltre a vantare la media spettatori più alta d'Europa. Senza parlare del Bayern Monaco, da sempre ai vertici, esempio da seguire.

Oggi due delle società più importanti, Real Madrid e Barcellona, si trovano nella necessità di vendere per rientrare nei parametri imposti dal Presidente della Liga, Javier Tebas. Dalle nostre parti i segnali non sono incoraggianti, se l'Inter, vinto lo scudetto, deve cedere Hakimi al PSG e alla Juventus si continuano a fare iniezioni ricostituenti di 300 milioni ieri e 400 oggi. Senza dimenticare i problemi del Milan con l'UEFA e della Roma, prima del passaggio ai Friedkin. Quindi il ridimensionamento del mercato non è casuale, ma Gravina dovrebbe prendere la palla al balzo per trovare soluzioni. Rimango dell'avviso di partire da Coverciano. Inutile continuare a raccontare novelle. I corsi per manager, allenatori e istruttori dovrebbero essere rivisitati, perché alle parole non seguono i fatti.

Sono sempre gli uomini a determinare, troppi gli addetti ai lavori non all'altezza del compito. Quando Matteo Marani ha portato in onda su Sky, dal Grand Hotel di Rimini, un programma, "Colpi da maestro", dove si ricordavano gli operatori del passato, mi è venuto da sorridere. Già i presenti, da Galliani a Sabatini, Marotta, Braida e Carnevali non erano il massimo dell'epoca, figurarsi gli assenti. E i settori giovanili? Sono curati come si deve, eccezioni escluse? Ci sono anche oggi società modello. Basta guardare i bilanci. Facciamo in modo che i virtuosi mettano la loro esperienza a disposizione di chi non sa. Eppoi gli agenti vanno regolamentati, sono una iattura, come la B, la C e la D non si devono trascurare, ma osservare con attenzione. Piano piano risaliremo la corrente. Non abbiamo vinto l'Europeo, quando nessuno l'aspettava? 

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