Coverciano, una frana!

28.03.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Coverciano, una frana!

Ho sperato fino all'ultimo di andare ai Mondiali. Mi sembrava impossibile non essere stati presenti nel 2018 in Russia. L'Italia, una delle potenze del calcio, 4 stelle sulla maglia come la Germania, seconda alle spalle del Brasile pentacampeon. Poi l'incredibile: perdiamo in casa dalla Macedonia del Nord, 67° nel ranking FIFA. Perché? Chi ascolta Lady Radio o legge TuttomercatoWeb sa che sono sempre stato critico. Non condividevo il fatto di schierare Jorginho e Verratti. Giocare col doppio regista era un vantaggio contro avversari modesti, come la maggior parte delle nazionali incontrate. Ma il regista è l'allenatore in campo se lo lasci giocare, marcato e attaccato diventa l'anello debole. Figurarsi due, contro squadre che giocano sopra ritmo, se, nella zona centrale, dove si decide la più parte delle gare, ho chi non ha fase difensiva. Nel mezzo servono calciatori completi, capaci di difendere, impostare, rifinire e concludere.

Potrei dilungarmi e approfondire il problema, con il conforto di quei numeri che raramente tradiscono. Ritengo però necessario andare alla radice del disastro. Al solito non dico niente di nuovo, perché la rivoluzione deve partire da Coverciano. Se il report annuale della Deloitte dice che i costi superano i ricavi di un miliardo e 25 milioni per 18 squadre di Serie A, escluse Atalanta a +51 e Verona +1,100, significa che i manager non sono il massimo. Se siamo per la seconda volta fuori dal Mondiale e, per risalire a un successo in Europa dei nostri club, bisogna parlare dell'Inter di Mourinho, viene da pensare che gli allenatori non sono i migliori. Se non si possono paragonare i settori giovanili a quelli di un tempo, viene da dire che i vecchi maestri sono un ricordo. Se in Serie A pochi conoscono l'uso dell'esterno piede, è perché chi di dovere ha dimostrato di non saper insegnare. Se portieri, difensori e centrocampisti si fanno in casa, perché una pletora di stranieri che non hanno diritto di cittadinanza nei nostri campionati? Perché sui campi di allenamento non si vedono forche e muri, indispensabili per la crescita dei ragazzi?

Perciò si deve partire da Coverciano con corsi degni di questo nome. C'è da recuperare il tempo perduto. Quanto ci vorrebbe? Due anni, con le persone giuste ai posti giusti. Ma se tutto deve cambiare perché nulla cambi e debbono conservare poltrone e prebende coloro che non sono all'altezza, ma portano voti all'elezione del Presidente, è bene mettersi il cuore in pace anche per il Mondiale 2026.  

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