Crespo e Cakir

01.10.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Crespo e Cakir

Oggi si parla di calcio. Quello vero, non quello opinabile. Spero capisca anche chi non vuol capire. Dice Hernan Crespo: "Tattica o non tattica, schemi o non schemi, alla lunga contano i calciatori. Ve lo dice uno che fa l'allenatore, ma prima è stato calciatore. Se sbagliavo un gol davanti al portiere e non si vinceva, non era colpa della tattica o degli schemi dell'allenatore, era Crespo che aveva sbagliato; allo stesso modo, se la buttavo dentro, magari da posizione impossibile, come mi è capitato, il gol l'avevo fatto io, mica i moduli, le sovrapposizioni o le diagonali. A pesare sono gli interpreti. Se hai quelli bravi, novanta volte su cento vinci".

Detto questo, a uso e consumo dei profeti dello schema, passo a toccare un tasto non meno importante: l'arbitraggio. Rimango dell'avviso che l'unico momento in cui il calcio è trasparente sia quello delle designazioni. Chi non se ne rende conto capisce il giusto. Da lettore ricordo che a pag. 373 de La mia vita di Alex Ferguson si legge: "Una grande delusione fu l'eliminazione inflittaci dal Real Madrid in Champions, in una partita che registrò l'espulsione di Nani da parte del turco Cakir dopo un contrasto innocuo. Il loro portiere fece tre/quattro grandi parate. De Gea toccò a malapena un pallone. Nani fu espulso al 56' per un'entrata a gamba alta su Arbeloa, ma cercava il pallone e ci fu solo un leggero contatto: protestammo per 10', eravamo sotto shock. Fu un disastro". Se penso alla Nazionale che perde 1-0 con la Svezia la gara di andata nello spareggio per i Mondiali di Russia e ricordo la direzione di Cakir, viene da ridere. Se rivedo Milan - Atletico Madrid e la doppia ammonizione, dopo appena 29', a Kessie, penso ad Alex Ferguson e a Nani, anche se con dinamiche diverse, oltre al rigore.

Ma il punto è un altro. Si dovrebbe sapere tutto sugli arbitri: casalingo o da trasferta, se facile ai rigori e alle ammonizioni, oltre all'attività. Se non si conosce Cakir, è bene cambiar mestiere. Se Kuipers è il più bravo, Cakir è il più abile. Capace di pilotare la partita come crede. Un artista. Se non è con te, difenditi! Quando leggo la designazione, penso a un risultato scontato. Lo ripeto a Gabriele prima dell'inizio e, quando assisto all'espulsione di Kessie, anche se il Milan conduce 1-0, è la fine. Capisco che il designatore dell'UEFA, l'italiano Rosetti, non possa favorire i nostri club, altrimenti durerebbe lo spazio di un mattino. Così esagera, o ha esagerato, come vuole l'amico che lo vede solo esecutore. Anche avesse ragione, poteva fare meglio, perché Cakir è il massimo! 

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