Donnarumma e Raiola

14.03.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Federico Titone
Donnarumma e Raiola

Ho letto quanto scritto su Donnarumma in seguito a Real Madrid - PSG e sono venute in mente considerazioni del passato. Da quando, andato a osservare Van Basten, ammirai il riscaldamento di Menzo, allora portiere dell'Ajax. Feci i complimenti a Keizer, perché li trasmettesse a Cruyff. Non avevo mai visto uno altrettanto bravo con i piedi. So che il tecnico voleva 11 calciatori in campo e non 10 più 1. Solo che quest'ultimo deve essere bravo con le mani.

Oggi, a distanza di anni, il problema viene fuori in modo prepotente. L'amico Agroppi, dopo la partita, telefona immediatamente per contestare la costruzione del gioco dal basso, dicendo: "Non capisco come si continui a non accorgersi che in ogni giornata i portieri commettono errori, perché non hanno i piedi del centrocampista". Zoff rincara la dose: "Che senso ha fare una serie di passaggi in orizzontale per tornare al portiere e metterlo in difficoltà? Penso che in Italia il fallo di Benzema l'avrebbero fischiato, ma Gigio si riprenderà. Non credo che la convivenza con Keylor Navas sia stressante, oggi ci si abitua a convivere. Anche se per me il ruolo di primo e secondo portiere deve essere chiaro". La penso allo stesso modo. Si parla del più delicato e difficile, dove è vietato sbagliare. Quindi il calciatore va messo nella tranquillità più assoluta. Non a caso i vecchi saggi volevano un titolare bravo con alle spalle un anziano valido, disposto ad aiutare il primo.

Evidentemente al momento di confezionare la squadra il D.G. Leonardo ha commesso un errore madornale. Keylor Navas, con 3 Champions in bacheca e 63 match col Real Madrid, accetterà la panchina, dopo essere stato ceduto dai blancos perché creava problemi a Courtois, uno dei più forti in circolazione? Insomma, con una simile batteria di portieri, compreso Areola, era il caso di acquistare Donnarumma? Non è un'operazione senza senso? Gigio, infatti, dopo aver esordito a 16 anni a San Siro, diventato capitano di uno dei club più importanti al mondo, aveva un'offerta dal Milan di 6 milioni più 2 di bonus, oltre al milione netto al fratello, terzo portiere. Il signor Raiola, l'agente, non doveva convincerlo a rimanere, anziché far di tutto per cederlo a costo zero a una grande d'Europa? Dal momento che il tempo è galantuomo, il ragazzo è sulla graticola, con L'Equipe che dà 2 in pagella e La Gazzetta dello Sport regala una copertina dal titolo: "Torna a casa Gigio" e un sommario: "Sotto accusa a Parigi". Incredibile un simile talento in tale difficoltà. 8 milioni netti non sono tutto. Chissà se la famiglia avrà capito che cosa ha significato seguire Raiola?  

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