E' rottura continua

28.02.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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E' rottura continua

Viene il Liverpool a San Siro e batte 2-0 l'Inter in Champions. In Europa League il Barcellona passa 4-2 a Napoli e il Porto il turno a spese della Lazio. Tre squadre di vertice del campionato vengono superate senza recriminazione alcuna da una big inglese, una spagnola, che fa di tutto per uscire da una crisi economica che non ha l'eguale, e una portoghese, spesso sottovalutata. Diamo per scontata la sconfitta dell'Inter contro i Reds al ritorno e aspettiamo con ansia la Juventus fra le mura di casa col Villarreal. Alla fine ci accorgiamo che l'unica a non tradire è l'Atalanta. Insomma, la situazione del calcio non è delle migliori. Ce ne rendiamo conto? Si continua a parlare, senza preoccuparsi di fare. Che cosa? Molto, in ogni settore. Partiamo dalla Lega. Viene commissariata dopo l'uscita di Dal Pino, ma si dovranno superare lotte intestine prima di trovare la persona giusta, che, come al solito, non sarà quella che dovrebbe servire.

Il 4 aprile, a Palazzo Vecchio, verrà ricordato il centenario della nascita di Artemio Franchi, il più grande dirigente del calcio mondiale. Il giorno prima, alle 8.30, ci sarà la visita alla tomba al Cimitero di Soffiano e alle 10.00, in Santa Croce, la celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinal Betori. Se qualcuno pensasse ancora al calcio come divertimento e svago, mi piace parafrasare un pensiero di Winston Churchill: "Alcuni vedono l'azienda calcio come una tigre feroce da uccidere, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com'è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante".

La leggerezza con cui ci si avvicina da tutti i lati fa temere che, ancora una volta, l'Italia non sia presente al Mondiale in Qatar. Potrebbe essere una visione pessimistica, ma non vorrei realistica. Continuiamo a ritenerci i migliori in ogni settore, non conosciamo l'umiltà, l'importanza di imparare sempre, da chicchessia, ci riteniamo ancora al top, si continua a dissertare sul 3-4-3, il 3-4-2-1 e il 3-5-2, ma il calcio è altra cosa dalla sottopunta, dai quinti e dagli esterni bassi. Purtroppo ci siamo fermati e ci accontentiamo delle parole del C.T. della Nazionale, che si dice certo di andare in Qatar e vincere il Mondiale, dimenticando, una volta di più, il detto dei vecchi saggi: "Per vincere bisogna aver paura di perdere".

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