Frattesi

07.07.2023 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Frattesi

Ho ascoltato l'intervista di Federico Ferri a Totti e Del Piero per i 20 anni di Sky. Ha toccato il tasto del perché due bandiere non fanno parte della Roma e della Juventus. C'è rammarico nelle risposte, oltre a non trovare spiegazione all'ostracismo. Ho sempre guardato come la Juventus di Boniperti e Giuliano faceva l'impossibile per chiudere il rapporto con i calciatori famosi, quando non avevano esalato ancora l'ultimo respiro. Si credevano padreterni per l'affetto dei tifosi e la considerazione dei media, ma tenerli in società, attaccate le scarpe al chiodo, era un problema. Iniziavano una nuova vita. Avrebbero dovuto imparare il mestiere e mettersi in fila in silenzio. Dal momento che si sentivano pronti per qualsiasi incarico, e non lo erano, non rimaneva che dare loro il benservito con tutti i riguardi.

Per far capire le difficoltà del lavoro, ecco il caso Frattesi. Interessate al centrocampista del Sassuolo e della Nazionale Inter, Milan, Juventus, Napoli e Roma, detentrice del 30%. Ho sempre pensato finisse ai nerazzurri, ben conoscendo l'amicizia di lunga data tra Carnevali e Marotta, e i rapporti nel calcio, come nella vita, sono determinanti. E' finita come doveva e i due personaggi sono stati così abili da costruire un'operazione da lasciare soddisfatti anche gli altri interessati. Si poteva scavalcare l'Inter? Forse sì, visto il cordone ombelicale che lega Adriano Galliani e Beppe Riso, procuratore di Frattesi. Se all'A.D. del Monza fosse stato portato, con tutte le cautele del caso, su un piatto d'argento Gagliardini, o altro calciatore di suo interesse, per rendere più difficile l'operazione all'Inter, probabilmente il trasferimento sarebbe ancora in essere. Come anticipando l'asta e decidendo di pagare di più, perché quelli bravi non hanno prezzo.

Ebbene, non credo che Carnevali, Marotta, Galliani e Riso siano stati delle bandiere, ma i primi due sono tra i dirigenti migliori, il terzo è il politico numero uno del calcio e il quarto un suo protetto. Può darsi che l'esempio non sia calzante, ma gli interpreti sono tra i più preparati. Tre hanno alle spalle una lunga gavetta e Galliani un curriculum che parla da solo.  

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