Giuntoli sì o no?

30.06.2023 09:00 di  Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Giuntoli sì o no?

Dal '68 di settembre al '74 di maggio ho lavorato a Torino a Tuttosport. Il primo impiego. La mia gavetta. Coronavo un sogno. Ogni tanto capitavo in Galleria San Federico, nella sede della Juventus. Un bunker con Boniperti e Giuliano. Non sfuggiva una loro mossa. Divertiva il comportamento del Presidente in ogni intervista. Alla domanda rispondeva: "Lei che ne pensa?". Inutile parlare del suo braccio destro. Non esisteva. Quando sono entrato nel calcio a livello societario, sapevo che non dovevo parlare. Il mio compito? Lavorare, allenare il presidente e tracciare la linea politica. Il resto veniva dopo, accompagnato dal silenzio. Parlavano i protagonisti: il numero uno, l'allenatore e i calciatori. Questo comportamento regalava consensi e simpatie.

Perciò non dimentico di aver visto due volte Paratici, allora D.S. della Juventus, far bella mostra di sé sulla prima pagina della "rosea" e spiegare, nella seconda e terza, il calcio della Vecchia Signora. Pensai a Boniperti, ancora vivo. Lo vidi sobbalzare sulla poltrona. Eppure doveva lavorare sotto traccia. Aveva il compito più difficile, competere con le grandi d'Europa per acquistare il fuoriclasse, merce sempre più rara. Mostrava un ego smisurato. In un'altra Juventus sarebbe durato lo spazio di un mattino.

Ed ecco arrivare dal Napoli Cristiano Giuntoli, sulla carta l'uomo del giorno, quello che avrebbe costruito la squadra del terzo scudetto. Il caso strano vuole che anche lui vada ad occupare la prima pagina della "rosea": "Così ti rifaccio la Juve". E lo stesso giornalista, Filippo Cornacchia, il giorno dopo annuncia la nuova via: "Il metodo per rinascere, grandi colpi". Poi vengo a sapere che il Direttore scendeva a Napoli due, tre volte alla settimana, che curava col fido Pompilio gli interessi di squadre di seconda fascia, che in otto anni Aurelio De Laurentiis non l'ha fatto lavorare troppo, al contrario di Micheli e Mantovani, scout giramondo, e che Kvaratskhelia e Kim erano stati segnalati da Zaccardo e Maddaloni, entrambi incrociati ai tempi del Carpi. Con una novità rispetto a Paratici: non c'è un virgolettato di Giuntoli, anche se ha detto tutto allo scriba.    

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