Ha ragione chi vince!

17.04.2023 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Ha ragione chi vince!

Dice Mickey Mantle dei New York Yankees: "E' incredibile quante cose non conosci del gioco che hai praticato per una vita". Piace anche ricordare due frasi di Vince Lombardi, coach dei Green Bay Packers: "Vincere non è tutto, è l'unica cosa", o "credo che l'ora più bella sia il momento in cui, avendo dato l'anima per una buona causa, giaci esausto sul campo di battaglia. Vittorioso". Ricordo un altro grande coach, Jim Mora: "La cosa più bella del vincere è non aver perso", o un mostro sacro del basket, Pat Riley: "Se non c'è la vittoria, c'è la disperazione e nessuno stadio intermedio".

Sono cose attuali, basta ascoltare la scarsa conoscenza del gioco da parte di ex calciatori in tv e la solita solfa dei giochisti e risultatisti. A forza di criticare il calcio all'italiana e a dare addosso ai tecnici che hanno vinto come nessun altro, siamo riusciti a non partecipare agli ultimi due mondiali. Sapete qual'è la cosa peggiore per un allenatore? Essere esonerato. Viene a perdere fiducia in se stesso, nelle sue convinzioni, nel modo di interpretare il calcio, nel lavoro quotidiano, nei collaboratori e in ciò che fino al giorno prima era certezza. Non so quanti, caduti in depressione, senza l'aiuto della famiglia e dello psicologo di turno, si sarebbero ripresi, prima di capire che nel mestiere, in apparenza dorato, è compreso l'esonero, che spesso non dipende dal loro lavoro.

Ebbene, di fronte a simili situazioni c'è ancora chi pensa a dare spettacolo e a non preoccuparsi, in ogni modo, di non perdere? E tutti, presidenti in testa, non si arrampicano sugli specchi per vincere? La frase di un presidente: "Se il Papa entrasse nel calcio, dopo una settimana sarebbe come gli altri", non è forse vera? Allora smettiamo di disquisire sul sesso degli angeli. Si assiste a buone partite, meno buone e pessime. Ricordo lo spettacolo del Torino di Valentino Mazzola, del Boca di Pedernera, dell'Ungheria di Puskas, del Real Madrid di Di Stefano, del Benfica di Eusebio, dell'Olanda di Michels, dell'Ajax di Cruyff, del Santos di Pelé, del Milan di Van Basten e altre formazioni con grandi interpreti. Continuo a ripetere che in Spagna, prima dell'arrivo di H.H., i tecnici erano considerati maleteros, portabagagli, e che i contratti che stipulano sono un controsenso, ma non dimentichiamo che vincere è difficile e chi ci riesce non è uno sprovveduto, se è vero che il calcio è un gioco stupido per persone intelligenti. E Boniperti non ripeteva che non conta vincere, ma solo vincere e Allegri, alla domanda: "Qual'è la miglior Juventus?", non ha risposto: "Quella che vince!"? E chi vince non ha fatto di più?    

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