I 600 della Roma

22.01.2021 09:00 di Claudio Nassi   Vedi letture
I 600 della Roma

Sono nato nel calcio e cresciuto con quelli che mi hanno insegnato ciò che credevo di sapere, ma non sapevo. E' perfino logico che qualcosa sia rimasto. Per questo mi permetto di suggerire alcune considerazioni maturate negli anni. Pensare che si dovrebbe ascoltare di tanto in tanto per migliorare un'azienda valutata 40 miliardi, con 300mila dipendenti, sarebbe il minimo. Se da tempo immemore dico che le rose pletoriche sono un non-senso, perché causano un danno economico alla società e un ulteriore problema all'allenatore, leggo negli ultimi giorni che Gasperini e Prandelli sono dello stesso avviso. Ma se lavori per anni in varie società e tocchi con mano il problema, tanto da preoccuparti se al mercato di riparazione devi cambiare una pedina, ci sarà un motivo. Badate bene, dico una pedina! Ricordo quando l'Inter di Simoni aveva oltre 30 calciatori e anche il giovedì, a formazioni contrapposte, dieci e più dovevano accomodarsi in panchina; potete immaginare i malumori, i musi lunghi, le pugnalate e le preoccupazioni legate al futuro contratto. E al mercato estivo che cosa avrebbe incassato il club da chi aveva poche presenze?

Se da sempre dici che il tecnico non deve fare la squadra, perché non rientra nei suoi compiti, ci sarà un motivo! Parlo di vita vissuta, oltre ad aver considerato esperienze altrui. Se Giampaolo viene esonerato dal Torino, dopo aver fatto acquistare Rodriguez, Linetty e Murru e per il nuovo arrivato Nicola non vanno bene, chi paga? Che cosa costerà a Cairo l'esonero del tecnico e dello staff e la svalutazione dei calciatori? E se la cosa si ripetesse con Nicola, il Torino non andrebbe a carte quarantotto? Per caso avete fatto il conto di che cosa ha speso l'Inter per Conte e per soddisfare le richieste? E la Roma, dopo aver silurato Monchi, uno dei migliori D.S. spagnoli, non ha preso Pinto, forse il migliore in Portogallo, ma ancora straniero? Leggo i nomi degli eventuali rinforzi. Domando: quando gli sarà dato il benservito, come avverrà, da una società con oltre 600 dipendenti, si sarà in grado di recuperare la spesa?

Potrei continuare ad evidenziare un'infinità di sprechi, senza mai prendere in esame le cose da fare. Si dovrebbe partire da Coverciano per preparare come si conviene manager, allenatori e istruttori e proseguire con gli agenti, eppoi fissare il tetto degli ingaggi e riformare i campionati, con la Lega Professionisti in testa. Ma forse è più facile chiedere 600 milioni di aiuti allo Stato per la Serie A e lanciare l'SOS come Ghirelli: "Il Governo ci aiuti o siamo al collasso".

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