I blocchi di Castagner

24.02.2023 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Dario Fico/TuttoNocerina.com
I blocchi di Castagner

Quando dicono che il calcio è cambiato, viene da sorridere. Forse per i numeri sulle maglie, la terminologia, gli allenatori che portano dietro pletore di scout, ma se le misure del campo sono le stesse, idem quelle delle porte e il pallone è sempre rotondo, difficile pensarlo. Eppoi, si dovrebbe aggiungere, in meglio o in peggio? La morte di Castagner ha riportato alla luce un innovatore. Quando mi trovai a Perugia nell''84, seppi che, negli anni '70, mandava un osservatore a fare le foto dell'avversario. Interessava la disposizione sulle palle inattive, a favore e contro. La riteneva determinante ed era vero. L'avevo imparato da una statistica inglese. Allora i gol incidevano per il 33%. Poi sono aumentati in modo esponenziale, se sfiorano il 50. Al solito lo scoprii per caso, non certo da Ilario che, zitto zitto, si prendeva i vantaggi.

Ho saputo giorni or sono che era stato ancora il primo a presentare i blocchi sui calci d'angolo. Chi sono, oggi, quelli che precorrono i tempi? Quando vedo compiere exploits da alcune formazioni, noto che puntualmente li pagano la partita successiva. Perché? L'appagamento, anche inconscio, porta a concedersi quello che i nostri eroi non devono. Il Torino vince a San Siro col Milan in Coppa Italia e pochi giorni dopo perde all'Olimpico, 1-0, con lo Spezia. L'Empol, fuori casa, batte l'Inter, poi pareggia al Castellani col Toro per il rotto della cuffia. L'Atalanta gioca un match perfetto a Roma, 2-0 alla Lazio, e perde 2-1 fra le mura amiche col Lecce. Non lo sanno che se non si corre ai ripari si paga subito dazio?

Potrei continuare per rispondere a chi non si accorge che, purtroppo, sono diminuiti quelli che capiscono. Perché dopo un gol, nato da una prodezza, tutti vanno ad abbracciare l'autore, come invasati? Ma sanno che la scarica di adrenalina è come dopo uno sforzo notevole? Lo insegnano gli psicologi e aggiungono di non sostituire chi segna il gol determinante. Sputerà il sangue, darà il 200%, dal momento che sentirà suo il successo. Regolarmente si vede uscire. E quella del gioco più veloce, quando per fare 30 metri si assiste a 20 passaggi? Allora Rivera chi era se da 50 metri serviva Prati, Hamrin e Sormani? E Luisito Suarez all'Inter? In attesa di dare ragione a quelli che insistono nel dire che il calcio è cambiato, dimenticherei le misure del campo, delle porte e il pallone rotondo se, almeno in Serie A, il 60% dei calciatori conoscesse l'uso dell'esterno piede. 

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