Il chirurgo Elkann

02.12.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il chirurgo Elkann

Ho vissuto otto anni a Torino e apprezzato i torinesi. Mi hanno insegnato a vivere, grazie a una dura gavetta. Quando ero a Tuttosport ho vivisezionato la Juventus. Un bunker la sede di Galleria S. Federico, con Boniperti e il fido Giuliano. Un forte inespugnabile. Un successo entrare e essere ricevuti. Non sapevo che cosa avrei fatto da grande. Intanto imparavo. Guai sbagliare, mai una notizia prima dell'ufficialità o far trapelare interesse per un calciatore. Arrivavano sempre primi, scomodando anche l'Avvocato.

Quello che è successo lunedì, con le dimissioni di Andrea Agnelli e del cda, ha ricordato il passato. Un'operazione di alta chirurgia, definita dal Ministro dello Sport Abodi: "... un'assunzione di responsabilità e un atto opportuno a difesa del grande patrimonio rappresentato dal club". E' facile salire in cattedra e condannare, ma non dimentico quello che diceva un presidente: "Se il Papa entrasse nel calcio, dopo una settimana sarebbe come gli altri". Aveva ragione, ma proprio per questo bisogna che gli organi di vigilanza, Covisoc in testa, facciano il loro dovere. La manovra correttiva degli stipendi ai tempi del Covid era sembrata una cosa virtuosa, con scritture integrative e carte occultate, come gli acquisti a costo zero, senza pensare, con simili ingaggi, al momento dell'addio.

Potrei continuare, ma ricordo che è un problema di uomini. Non interessa leggere nella lettera di Andrea Agnelli ai dipendenti che è venuta meno la compattezza, perché so che le guerre nelle grandi famiglie sono all'ordine del giorno, né che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino è stata determinante. L'Avvocato e Boniperti non ci sono più, così Gabetti, mentre Grande Stevens ha 96 anni. John Elkann per riportare credibilità ha scelto Gianluca Ferrero alla Presidenza e D.G. Maurizio Scanavino, personaggi tra i più stimati, per mettere a posto le cose sul piano economico, ma il numero uno vive tra New York, Londra e Amsterdam e il calcio non lo permette, perché nessuno può sostituire il presidente o l'azionista di maggioranza.

Nel frattempo apprendo che il procuratore Morabito, nel 2019, si presentò in sede per suggerire l'acquisto di Haaland, allora al Salisburgo. Tornò in Svizzera inascoltato. E' ancora un problema di uomini. Rimane Allegri. Speriamo non si illumini d'immenso dopo 5 vittorie, aspetti la rosa al completo, sbagli il meno possibile e non attenda che tutto vada per il meglio per replicare alle mille critiche subite. Risponda sul campo! 

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