Il talento si allena!

18.09.2023 09:00 di  Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Federico De Luca
Il talento si allena!

Ho letto un articolo interessante sulla "rosea", dal titolo: "Perché in Italia non nascono talenti?". D'accordo, dice Vocalelli: "Abbiamo buoni calciatori e tre squadre arrivate in finale nelle Coppe, ma Rivera, Mazzola, Riva, Baggio e compagnia sono un ricordo". Alla fine, dopo aver detto che il talento non viene più allenato e l'istinto soffocato, chiude dicendo: "Ci innamoriamo della giocata speciale, che definiamo fuori dagli schemi. Già, fuori dagli schemi. La verità, in fondo, non è tutta in questa frase?". Pare siano tre le cose che non si possono comprare: gioventù, velocità e talento. Il talento senza lavoro andrà poco lontano o, come voleva John Wooden: "Il talento vi porterà in vetta, ma il carattere vi ci farà restare". Alla fine si dovrà convenire che il talento è un dono di madre natura. Vorrei conoscere chi ha insegnato a calciare a Rivera o a Baggio.

Nel pezzo si allarga il dibattito, chiamando in causa allenatori, dirigenti e responsabili delle scuole calcio. E qui la cosa diventa interessante. Non riguarda più i talentuosi, un'esigua minoranza, ma i portieri, i difensori e i centrocampisti, ovvero quei ruoli che si possono costruire. Perché questo avvenga c'è bisogno della presenza di istruttori, capaci di insegnare i fondamentali, correggere i difetti e contribuire a costruire l'uomo. Ovvero dei vecchi maestri, quelli che un tempo portavano giovani dal settore giovanile a far parte della rosa della prima squadra e talvolta titolari. Dove sono? Dovrebbero uscire da Coverciano, fossero in grado di insegnare, perché occorre essere preparati e non solo gestori e motivatori, come spesso si chiede a chi occupa la panchina delle prime squadre.

Una pletora di venditori di fumo ha portato l'Italia delle quattro stelle sulla maglia e due Europei a mancare i Mondiali di Russia e Qatar, a dimostrazione di quanto siamo caduti in basso. Se il talento va allenato, abbiamo uomini in grado di farlo? E per costruire quelli che non hanno talento, ma predisposizione, chi insegna loro? La rivoluzione dovrebbe partire da Coverciano e rivedere i corsi per istruttori, allenatori e manager. Solo così potremo risalire la china. So di predicare nel deserto, ma la speranza è l'ultima a morire. 

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