Inzaghi e Pioli

16.01.2023 10:23 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di DANIELE MASCOLO
Inzaghi e Pioli

Mi sono divertito ad analizzare le prestazioni di Milan e Inter all'inizio dell'anno. Soprattutto di Inzaghi e Pioli, perfetti da sempre nelle dichiarazioni e nell'aplomb, ma non altrettanto nel cercare di recuperare il distacco dal Napoli. D'accordo, sono prevenuto quando parlo di allenatori, pur consapevole delle difficoltà del lavoro. Inoltre, a posteriori è facile parlare, nonostante l'evidenza. L'Inter gioca a Monza una gara non facile. E' un derby, si tratta della società di Berlusconi e Galliani e incontrare Adriano non è mai facile. Si sa che per avere il 50% l'avversario dovrà superarsi. L'Inter non lo sa e, alla fine, dovrà accontentarsi del mese di riposo all'arbitro Sacchi. Ma Inzaghi ci mette del suo. Perché togliere Darmian e Dimarco all'81', se vince 2-1? Cursori generosi, che fanno legna e non facili da superare. Dumfries e Gosens per entrare in partita avranno bisogno di 5'. Non rimane da giocare che un pugno di secondi. Non solo. Il Monza, in pieno recupero, pareggia con un colpo di testa di Caldirola, toccato dall'olandese. Con Darmian quando mai sarebbe successo? Alle corte, la sconfitta è solo colpa di Sacchi?

A San Siro c'è Milan - Roma, un big match. I rossoneri comandano il gioco in vantaggio di 1-0, quando si assiste all'ingresso di Vranckx al 74', Pobega al 70', Gabbia e De Ketelaere all'85'. C'era bisogno? Se negli USA un proverbio recita: "Quando le cose contano non cambiare, non la partner alla festa, né il gioco per la partita", perché Pioli? Mourinho con Matic, El Shaarawy, Tahirovic e Belotti ordina un disperato arrembaggio e, alla fine, nonostante il gol di Pobega, fa 2-2 su palla inattiva, come suggerisce una classifica che gli assegna il 48% delle reti. Contro un Torino che arriva col sangue agli occhi per superare l'ottavo di Coppa Italia, si schierano Gabbia, Vranckx, Pobega, Dest per Leao e De Ketelaere prima punta. Non si dà una grossa mano ai granata per giocare i quarti con la Fiorentina? Se si spera di correre ai ripari sul campo, anche se in 11 contro 10, è tardi.

Non s'improvvisa, né si sottovaluta l'avversario. Le partite più difficili sono quelle che fanno dormire la notte e per vincere devi aver paura di perdere. Seppoi il Toro si sofferma più di un attimo a festeggiare, arriva puntuale la sconfitta al Comunale con lo Spezia. Eppure si sapeva che la partita più difficile sarebbe stata la successiva. Chissà quando si comincerà a capire che il calcio non è divertimento e svago?    

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