Italiano e Inzaghi

25.09.2023 09:00 di  Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Italiano e Inzaghi

Il mese scorso mi sono divertito a presentare l'undici ideale, come spesso leggo su SportWeek da parte di grandi calciatori. Nel 4-3-3 schieravo Vogts, Baresi, Vierchowod e Maldini, una difesa impenetrabile. Il tedesco un mastino, secondo nelle chiusure solo al milanista. Il terzo andava a prendere tutti, se Liedholm lo faceva giocare centrale davanti a un libero lento come Di Bartolomei. Il quarto la completezza. D'accordo, dimenticavo Sergio Ramos, difensore da oltre 100 gol, con un palmarès e un curriculum invidiabili, ma gli altri migliori in fase difensiva. Questo per far capire l'importanza di non subire. Perché anche nel calcio l'attacco fa vendere i biglietti e la difesa vincere i campionati. Quando gli scienziati hanno preso a marcare a zona, ho capito che aveva ragione Boskov se diceva: "Ora gli allenatori non perderanno tempo neppure a studiare le marcature".

Nonostante l'esperienza, continuo a prendere cappello di fronte a errori da principianti. La Fiorentina subisce il pari a Genk su calcio d'angolo, a pochi minuti dalla fine. Tralascio il fatto che non si vada a ballare dai 9 metri e 15 ai 7,50 davanti a chi batte, ma quando vedo Duncan stare davanti a McKenzie e guardare la palla anziché impedire all'uomo di saltare, domando se sono desto. Era impossibile stare con le braccia larghe a contatto con l'avversario per non farlo staccare? Chissà se lo insegnano a Coverciano! Errori impensabili a questi livelli, ma, purtroppo, come col West Ham, anche se in chiave diversa, non ammissibili.

L'Inter va a giocare in Champions a San Sebastian. La Real Sociedad pochi giorni prima fa soffrire i blancos di Ancelotti a Madrid. Esce sconfitta immeritatamente 2-1. In casa dei baschi sarà lotta asperrima, come sempre. E' nel dna. Inzaghi, ignaro di quel che l'aspetta, stravolge la squadra. Lo faceva già alla Lazio nelle trasferte di coppa e puntualmente perdeva. D'accordo, ha tanti calciatori forti e tenerli in panchina è delitto, ma smettiamo, una buona volta, di considerarli pedine di una dama. Trovare un assetto non è semplice. Stravolgerlo grave errore. Continua a ripeterli, con Lautaro che provvede a riparare. Non ricorda Napoleone quando sceglieva i generali? Mai bravi, ma fortunati! 

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