Italiano e Pioli

26.08.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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Italiano e Pioli

Sono a ripetere che il mestiere dell'allenatore è il più difficile e se uno avesse le doti che occorrono potrebbe fare il Presidente degli Stati Uniti. A dimostrazione di quello che diceva un mio maestro, i giudizi dei vecchi saggi: il miglior allenatore è quello che non fa danno e la miglior formazione la mettono in campo il Giudice Sportivo e il medico sociale. Questo per far tornare coi piedi per terra. Cosa difficile, perché questi signori sono tanto abili da farsi pagare l'incredibile. Dimenticavo che alla Sampdoria, quando credevo di essere uno scienziato, un calciatore disse: "Si ricordi che in campo andiamo noi". Non avevo ancora capito chi decideva la gara, dopo il fischio dell'arbitro.

Ecco perché guardo con attenzione il lavoro dei tecnici e le dichiarazioni. E' chiaro che sono divertissements le parole di Lady Radio e le apparizioni su TuttomercatoWeb. Ma dovete concedermelo, per un'esperienza che si perde nella notte dei tempi. Quindi non desta meraviglia che Italiano contro il Twente sul 2-0, al 62', tolga il migliore in campo, Sottil. Non importa se la fascia sinistra, con Biraghi, è una spina nel fianco degli olandesi. Infatti Ron Jans tira un sospiro di sollievo e, da un possibile 3-0, arriva il 2-1, con tutte le conseguenze per il ritorno. Come sempre, quando le cose vanno bene, si fa di tutto per non continuare. Infatti, a Empoli, il primo tempo gioca Saponara, come se i 62' di giovedì non fossero esistiti. Peccato, perché le partite, di solito, le decidono i migliori.

Se sposto il tiro su Atalanta - Milan, domando se è giusto non analizzare l'avversario. La Dea, come tutti sanno, gioca ad alti ritmi, uomo su uomo, non fa respirare e porta in zona offensiva anche i difensori. Ha un difetto: troppe volte si fa trovare sbilanciata. La preparazione alla gara vorrebbe che questa squadra, sempre difficile da affrontare, venisse presa con le molle. Se le caratteristiche sono queste, non c'è modo migliore che subire il suo gioco e ripartire, sicuri di trovare corsie preferenziali. Pioli, invece, chiede le cose di sempre: gioco manovrato, possesso palla e petto in fuori alla ricerca del gol. Così si invertono le parti. La Dea si trova spesso in contropiede, lei che l'aveva sempre subito, e solo per caso una sola volta in vantaggio. So che la vittoria dello scudetto fa sentire bravi. E' umano, ma le partite non lo permettono. Chi le prepara nello stesso modo dimentica che gli avversari cambiano! 

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