L'anticalcio

30.12.2022 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
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L'anticalcio

"Non capisco, ma mi adeguo", ripeteva il compagno Ferrini in un fortunato programma di Arbore. Ripeto la frase quando mi trovo a parlare di calcio. Credo che tanti mediocri come ora non ci siano mai stati. Nonostante questo, ho letto un articolo di De Calò sulla "rosea" dal titolo "Il nostro calcio lascia un segno sul Mondiale" e un'intervista a Giampiero Marini su La Nazione dove si diceva che l'Italia avrebbe fatto bella figura. Poiché siamo tanti a pensarla allo stesso modo, domando come sia stato possibile non partecipare a due mondiali. Non solo, ma non aver nemmeno il buon gusto di dimettersi.

Quando penso che la Francia è stata presente in quattro delle ultime sette finali mondiali e l'unica sconfitta la subisce con l'Italia, ai rigori, nel 2006 e gioca un calcio concreto e italianista, domando perché si è caduti tanto in basso. Pensate che il tecnico dei Bleus si è permesso di lasciare a casa Benzema, senza portarlo almeno in panca nella speranza di un recupero. Come Luis Enrique con la Spagna, che non convoca Sergio Ramos, il difensore più forte al mondo, con 100 e passa gol dalla sua. Per una squadra dai piedi buoni, ma che segna col contagocce, non sarebbe stato male.

Se, uscito nel gennaio '89, cerco di dare un contributo e realizzo, con amici, un annuario tecnico-statistico, Tuttocalcio, dove metto in evidenza il problema del tempo effettivo e il fatto che a fine campionato c'era chi aveva giocato 237' più di altri, come nel '94/'95, non vado oltre. Capisco di essere troppo avanti. I tempi non sono maturi e la classe arbitrale non accetta di veder diminuire il potere discrezionale. Ci si arriverà, probabilmente, dopo 32 anni. Trovo comunque una spiegazione. Ma non per il nostro C.T., quando, nella sua permanenza, convoca 99 calciatori, ne fa esordire 55 e, come non bastasse, chiude lo stage di tre giorni a Coverciano con un triangolare giocato da 38 ragazzi di interesse nazionale, di cui 30 di Serie B. Lo fa, dice, per conoscere futuri "azzurrabili".

Eppure a marzo c'è l'Inghilterra, poi la Nations League, che Mancini vorrebbe vincere, oltre a sperare in un prossimo mondiale importante per noi. Mentre per il tempo effettivo, arrampicandomi sugli specchi, trovo spiegazione, il C.T. nessuno lo ferma. Ma la maglia azzurra non è per tutti e quando si convocano i 25 migliori del campionato basta e avanza. Ci sarà da assemblare una squadra, sempre con pochi ritocchi, dettati dal campionato. Troveremo finalmente l'amalgama che permetterà di tener testa alla Macedonia del Nord e non perdere!     

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