L'Udinese di Gino Pozzo

30.01.2015 16:27 di Claudio Nassi   Vedi letture
L'Udinese di Gino Pozzo

Come al solito il Belpaese non si smentisce e, dopo aver visto il campionato perdere la leadership a favore di Premier League, Bundesliga e Liga, mette in mostra un'eccellenza: l'Udinese, società che non ha l'eguale. Non vedo, infatti, altri così abili, che si chiamino Bayern Monaco, Ajax o PSV Eindhoven. Ha i conti sempre in ordine e si permette il lusso di fare acquisti all'estero, il Granada in Spagna e il Watford in Inghilterra. Il dirigente numero uno del calcio si chiama Gino Pozzo, il figlio del patron. Ufficialmente è consigliere, ma non si muove foglia che lui non voglia. Non ho il piacere di conoscerlo. Mai una volta ho sentito un giudizio negativo. La signora Giuliana è una provetta amministratrice. Da 10 anni la famiglia si circonda delle stesse persone: il Presidente Soldati, il D.G. Collavino, il D.A. Rigotto, la segretaria Baracetti e il responsabile scouting Carnevale. Tutti gli altri sono di passaggio. Nessuno di questi lo sentirete parlare. L'unico che di tanto in tanto esce allo scoperto è il capostipite Giampaolo. Detto che sul piano economico sono maestri e che su quello organizzativo rasentano la perfezione, ricordo che, dopo la Juventus con lo "Juventus Stadium", è il club bianconero a mettere al passo con i tempi il "Friuli".

Ed eccoci al fatto tecnico, quello che più diverte. Non so quanti calciatori abbiano acquistato e ceduto negli anni, dopo un avvio incerto con Giampaolo Pozzo, allora Presidente, spesso in prima pagina a contestare non sempre a ragione. Poi, dopo il rodaggio, i Pozzo hanno preso a macinare chilometri, distanziando il gruppo. E in silenzio hanno continuato a menar botte a destra e a manca, facendo pagare cifre incredibili calciatori discreti. So che in società si lavora senza sosta. Si guardano non so quante cassette al giorno. Si privilegia il mercato sudamericano. Preferibilmente quello di seconda fascia. Mi piace dire che fanno quantità certificata, perché il marchio Udinese è sinonimo di garanzia. Meglio sarebbe evitarlo. Infatti, negli ultimi anni tra i super c'è il solo Handanovic, fra gli ottimi Sanchez e probabilmente Benatia, poi i buoni, alcuni anche nazionali, ma pagati sempre a peso d'oro. Difficile andar via per meno di 10 milioni. Ho seguito con curiosità la trattativa di Muriel con la Sampdoria. Si partiva da una richiesta di 15 milioni più bonus e una percentuale in caso di cessione successiva e da un'offerta di 12. Poi, caduti i bonus e la percentuale, si chiude per 12 più il giovane Coda. Avendo lamentato un guaio muscolare che non permetterà a Muriel di giocare subito, Gino Pozzo si è superato. Pagherà lo stipendio al calciatore fino a marzo, incasserà 10,5 milioni e 1,5 saranno legati alle presenze. Alle corte, l'Udinese conta 20 miliardi di vecchie lire (e tre dovrebbero arrivare a giugno) per un calciatore che in potenza è un asso, ma che in atto lo deve dimostrare. Complimenti.    

© 2020 Stazione di sosta