La superficialità

22.02.2021 11:12 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La superficialità

Sono senz'altro un uomo di un altro calcio. Superato, come dicono. Ai miei tre amici che seguono questo lungo rapporto con Lady Radio, che dura da 824 puntate, ricordo di aver detto che il Milan ha pensato di andare a Spezia in gita, forte del primato e dei tanti riconoscimenti. Non era una critica, ma una constatazione, perché il calcio è fin troppo superficiale. Puntualmente lo Spezia, ricoperto di elogi, a Firenze perde 3-0. Ricordo le parole di un giornalista, che a Italia Uno aveva detto di aver visto dai ragazzi di Italiano il miglior calcio del campionato. Avevo ammirato una squadra lottare su ogni pallone e non far toccare boccia all'avversario, ma, finita la partita, si doveva sapere che i 90' più difficili si giocavano al Franchi. Infatti i nostri eroi sarebbero rimasti coi piedi per terra o avrebbero letto tante belle parole, ascoltato radio e tv, passeggiato in città con i tifosi a chiedere autografi e a complimentarsi, oltre a concedersi licenze che non dovevano? Né accetto le parole di Italiano: "Non si è avuta la forza di essere concreti negli ultimi metri". No, la partita andava preparata in modo diverso. Tanta euforia produce danni e, dopo 3 gol e una figuraccia, sabato, col Parma, si tornerà a vedere lo Spezia.

Detto questo, domando: ha un senso discutere se è più o meno giusto iniziare l'azione dal basso? Non è vero che quando si deve rimontare, o vincere, negli ultimi minuti, si butta la palla nell'area di rigore avversaria, col portiere, più di una volta, presente a saltare? Non significa che è l'ultima possibilità? Non farlo prima è impossibile? Eppoi è semplice: quando non vengono a pressare portieri e difensori, si può partire dal basso, altrimenti perché correre rischi e subire gol da errori incredibili? Posso continuare elencando altre incongruenze. Perché, ad esempio, giocare con gli esterni a piedi invertiti? E' un vantaggio? Spiegatelo e spero di capirlo. Conosco solo quello di accentrarsi per tirare col piede giusto, ma il difensore sarà preparato. Saprà tutto in partenza. Al contrario, se il destro sarà a destra e il sinistro a sinistra, avranno la possibilità di crossare dal fondo o di servire l'assist, sempre dal fondo, eventualità che difficilmente si presenterà all'altro. Non a caso Iniesta diceva: "Le cose ti riescono bene quando sono semplici". Come ripeteva Ercole Rabitti, un maestro: "Non rendere il facile difficile attraverso l'inutile". Eppoi dimenticate Robben, era l'eccezione! 

© 2021 Stazione di sosta