La Superlega

29.12.2023 09:46 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Federico Titone
La Superlega

Sono abituato a valutare gli uomini da quello che fanno nel calcio, che so più difficile della politica. Se il Presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, durante i suoi due mandati ha vinto 31 trofei, due più di quelli di Santiago Bernabeu, cui è intitolato lo stadio, non è l'ultimo arrivato. Se è ingegnere civile, tra i più ricchi di Spagna per Forbes, A.D. e uno dei maggiori azionisti di Padròs, società di costruzioni di grandi opere, con lavori in Australia, USA, Canada, Germania e Spagna, ho davanti uno degli imprenditori più importanti. Ricordo che ha fatto politica nella Pubblica Amministrazione a Madrid, al Ministero dell'Industria, dell'Energia e dell'Agricoltura.

Ebbene, se questo signore il 18 aprile del 2021 lancia l'idea della Superlega, viene da pensare che non sia partorita da un minus habens. Infatti il Giudice spagnolo Ruiz Lara si rivolge alla Corte UE in maggio per chiedere se quello dell'UEFA sia un abuso di potere e se Nyon possa organizzare i tornei e gestirli economicamente. Nel dicembre 2022 l'Avv. Generale Rantos emette parere favorevole all'UEFA, ma poco dopo il primo Avv. Szpunar insinua dubbi di legittimità. Non appena il Presidente del Barcellona Laporta segue Florentino Pérez, si doveva capire la stima per il madridista da parte di un catalano, vista la rivalità coi castigliani.

Quando giovedì esce la sentenza che la Superlega può nascere anche oggi, non è in contrasto con il sistema e non può essere punita, si preannuncia una rivoluzione epocale, perché le regole FIFA e UEFA sono contrarie al diritto della concorrenza. Immediatamente la A22, Agenzia che rappresenta la Superlega, esulta e l'A.D. Reichart non ha dubbi: "Il monopolio dell'UEFA è finito. Il calcio è libero". L'Avv. Ceferin replica: "Il calcio non è in vendita". Al Khelaifi aggiunge: "Oltre le regole c'è un patto sociale tra noi", ma la sentenza sottolinea che i club hanno più potere negoziale anche verso l'UEFA.

La lunga premessa per spiegare che Florentino Pérez ha dietro le quinte la A22 con Reichart, ceo, legato al Real, e 2 cofondatori: Laghrari, che ha collaborato alla ristrutturazione del Bernabeu, e Hann, che lavora da oltre trent'anni nel mondo delle telecomunicazioni e molto legato a PSV Eindhoven e Feyenoord. Per tutto ciò non sarebbe meglio mettersi a un tavolo e trovare un punto di incontro, senza fare muro contro muro? Oggi l'opinione pubblica e capi di stato sono a favore dello status quo, ma un domani, forse non lontano, le cose potrebbero mutare. Non si continua a dire che la sentenza Bosman, da tutti inattesa, ha cambiato il calcio?   

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