Lotito e Allegri

02.10.2020 11:13 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lotito e Allegri

Ho sentito Simone Inzaghi commentare il 4-1 subito all'Olimpico dall'Atalanta. Ritengo sia un buon tecnico, anche perché ho un debole per quelli che vengono dal settore giovanile. So che bisogna parlare con i media, anche se quando si perde nessuno avrebbe voglia. E' compreso nel prezzo e, obtorto collo, ci si presenta. Ascolto: "Il risultato è bugiardo. La Lazio ha fatto 10 tiri in porta e l'Atalanta 5. Il possesso palla è nettamente a nostro favore. Abbiamo sbagliato gol sullo 0-0, sullo 0-2 e sull'1-3 e non ho mai assistito a una partita dove con 5 tiri si segnano 4 gol". Va bene, comprendo le difficoltà e il modo di superarle. Poi ricordo che la Lazio, nelle ultime tre partite con la Dea, subisce 10 gol e ne realizza 6. D'accordo per i 6 all'attivo, ma i 10 al passivo sono un'enormità. Perché non correre ai ripari e preparare le contromisure, quando si affronta un avversario ostico? So bene che ci sono allenatori convinti che, se la squadra fa quanto gli viene chiesto, non ha bisogno di accorgimenti. Esistono altri, invece, che, analizzato l'avversario, prendono le contromisure. Con Gomez l'Atalanta gioca in 12. Perché non marcarlo a tutto campo? Posso anche giocare sopra ritmo, come lo scorso anno per un'ora la Samp a Bergamo, e creare problemi. Ma le partite durano 97' o 98' e, se contro gli uomini di Gasperini non prepari una gara tattica, difficilmente esci indenne. Credo che ogni gara pretenda massima cura, che ogni squadra sia diversa e che gli uomini determinanti debbano essere marcati. Chissà se è per questo che ogni anno Lotito cerca Allegri.

Allo stesso tempo assisto a una prestazione dello Spezia che rasenta la perfezione a Udine. Consapevole di essere neopromossa e in attesa di rinforzi, prepara la trasferta con grande umiltà. Chi è l'uomo più pericoloso? Lasagna, se ha spazio. Quindi è opportuno non concederlo e chiudersi per sfruttare il contropiede. Alla fine i liguri raccolgono 3 punti, la prima vittoria in A e mettono in ambasce l'Udinese, che, a quanto dicono, non ha più in Gino Pozzo il miglior dirigente del calcio. Il successo, purtroppo, fa andare fuori misura.

Né dimentico, lo scorso anno, le parole di Liverani, mister del Lecce, reduce da una brillante promozione in Serie A: "Ci salveremo non venendo meno ai nostri principi, giocando un calcio propositivo". Non era forse meglio preoccuparsi del salto di categoria, giocare in modo pratico, riproporre più spesso il Lecce visto allo Stadio Via del Mare contro l'Inter e, probabilmente, salvarsi? Chissà se si tornerà a far calcio come ci hanno insegnato in passato e si smetterà di rincorrere quelli che ci hanno portato allo sfascio?  

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