O marchi, o subisci!

25.10.2021 09:00 di Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
O marchi, o subisci!

Sono all'888° puntata dei divertissements di "Stazione di sosta" e, dal momento che il calcio è la mia vita, come dice Boban, viene da pensare. Ho imparato qualcosa dai maestri avuti e non tutto è dimenticato. Detto questo, mi sbizzarrisco in considerazioni che potrebbero portare migliorie, ma so bene che non avranno seguito. Vedo Manchester United - Atalanta, certo di assistere a una bella gara, non tanto per gli inglesi, ma per i nerazzurri. D'accordo, ho un debole per squadra e società. Purtroppo li vedo perdere 3-2 al termine di una buona gara, ottima addirittura nei primi 45', in vantaggio di due gol. C'era da attendersi una ripresa di fuoco dai Red Devils, come puntualmente avviene, e, alla fine, non rimane che leggere i complimenti che piovono da ogni parte: "Atalanta perfetta, poi arriva CR7"; "Ronaldo riporta la Dea sulla terra" e così via. Ed ecco Gasperini: "Un'ottima prestazione. Ci è mancata fisicità e paghiamo gli errori. Abbiamo risentito delle assenze. Quando loro si accendono fanno paura".

E' vero. Mancavano Toloi, Djimsiti, Hateboer, Gosens e Pessina e, pensando alle 5 sostituzioni, è tanta roba; però al gol di Maguire, al 75', mi sono arrabbiato e 6' dopo, al 3-2 di Ronaldo, ho imprecato. Non si può perdere così, per errori macroscopici. Stimo Gasperini, credo sia di altra categoria rispetto a Solskjaer, il dirimpettaio. Sa certamente che i gol su palla inattiva si avvicinano, probabilmente, al 50% del totale. Non posso lasciare libero Maguire sul secondo palo. Al di là che è pericoloso quando va a saltare, si trova solo, indisturbato. Zappacosta, che doveva essere il cerbero, era due metri avanti e guardava il pallone, quando doveva appiccicarsi al difensore. E' 2-2.

Dopo 6' Shaw, dal mancino educato, crossa. Ronaldo sale in cielo ed è 3-2. E Palomino? Salta davanti a CR7, ma non può competere. Anche l'argentino guarda la palla, invece di preoccuparsi di non far saltare l'uomo. Se a questi errori aggiungo che dal 66', quando entra Pogba, non si preoccupano di francobollarlo, viene da pensare che la Dea poteva uscire dall'Old Trafford col sorriso sulle labbra. Conoscere i punti di forza dell'avversario è troppo importante, come cercare di annullarli. Non si vince solo se la squadra fa il proprio gioco. Peccato. Speriamo si corregga il tiro, perché lasciare spazio a quelli che hanno il gol nel dna credo non lo insegnino neppure a Coverciano. 

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