Pessina e Conti

25.01.2021 10:58 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Pessina e Conti

L'Atalanta di Gasperini aveva un problema: subiva troppe reti. Poi l'allenatore ha trovato correttivi. Non gioca per fare un gol in più. E' attenta a non subire. Caso strano, ci riesce dopo aver perso il calciatore più importante, con Ilicic, Gomez. Ed ecco l'equilibratore: Pessina. L'anno scorso, in prestito al Verona, disputa un'ottima stagione, con 7 reti in 35 partite. La cosa più divertente è che un centrocampista completo, col vizio del gol, era del Milan. Arriva a Bergamo nel 2017, quando la Dea cede ai rossoneri Kessie per 30 milioni e Conti per 22 più Pessina e una percentuale da riconoscere in caso di cessione. Come dice Capello: "Si possono sbagliare gli acquisti, ma non le cessioni. Vorrebbe dire non capire che cosa hai in casa". I nerazzurri da Bergamo avevano capito, i rossoneri da Milanello no!

Detto questo, piace soffermarmi su Conti, che nel campionato 2016/17 formava con Kessie la catena di destra migliore degli ultimi anni: 8 gol e 6 assist il primo, 6 e 2 il secondo. Determinavano 22 volte, pari al 25% dei 61 centri finali. Ho sperato venisse alla Fiorentina. D'accordo, ha subito due interventi al crociato, ma, dopo aver visto Brio, che doveva smettere, e i problemi al ginocchio di Baggio, sono convinto che possa tornare quello di un tempo. Avrei voluto rivedere a San Siro quella catena di destra. Forse non lo sapevano o è loro sfuggito, dal momento che, nel ruolo, è esploso Calabria e Kessie, a sinistra, ha continuato a esprimersi su alti livelli.

Da pochi giorni Conti è stato ceduto al Parma, in prestito con obbligo di riscatto per circa 10 milioni. Ha fatto bene ad accettare. Ha ritrovato D'Aversa, l'allenatore della B a Lanciano, e la certezza di essere apprezzato. Sono curioso di vedere se tornerà a determinare. Rimango dell'avviso che, se uno ha dimostrato di saper fare certe cose, non può averle dimenticate. Ricordo la stagione '98/'99, delle 8 presenze e 2 gol, di Del Piero, con Lippi allenatore della Juventus prima e Ancelotti poi. Un tecnico pratico e stimato come pochi disse che il calciatore aveva fatto il suo tempo. Ripetei le stesse parole. Aiutatelo a risalire la china. Controllate la vita privata. Se ha dimostrato di saper fare certe cose, vuol dire che le ha nel dna. Conti non è Del Piero, ma c'è da risalire la corrente. Superato il problema fisico, sarà la psicologia a farla da padrona.  

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