Raffaello Paloscia

06.10.2023 09:00 di  Claudio Nassi   vedi letture
© foto di Federico De Luca 2022
Raffaello Paloscia

Quando dicono che lavorare alla Fiorentina non è facile o sento dirigenti contestare giornalisti, viene da riflettere, perché gli ambienti difficili sono altri. Non parlo di Milano, l'unico posto dove perdonano poco, date le tante fonti di informazione, o delle terribili radio romane, ma di città più piccole, dove quotidianamente il fuoco cova sotto la cenere. Ogni riferimento a Salerno, Taranto, Foggia e Pescara non è casuale. Ci sono stati riconoscimenti postumi e al "Franchi" si è intitolata la sala stampa a Manuela Righini e, dopo lunga battaglia, combattuta da Calamai e Polverosi, la tribuna a Ciccio Rialti.

Giorni or sono a Coverciano si sono festeggiati i 95 anni di Raffaello Paloscia, con la consegna della "Penna d'Oro", mai successo in passato. Come ricorda Tiberio Fossi, mi sono permesso di scrivere più volte che fosse intitolato ad Artemio Franchi il Comunale. Si era commesso l'errore di dimenticare il più grande dirigente del calcio nazionale e internazionale. Ci fu una fronda che trovò da ridire per dei trascorsi, ma così esigua che fu spazzata via.

Oggi sono a parlare di Raffaello, l'uomo e il giornalista, in grado di gestire la redazione de La Nazione senza alzare la voce, con compagni di viaggio come forse non avevano quotidiani sportivi: Picchi, Masieri, Fiesoli, Mantovani, Frati, Giorgetti, Andrea Galli, Di Battista, Riccardo Galli, con Scanagatta al tennis, Saverio Ciattini prima e Riccardo Rossi Ferrini poi ai motori e Roberto Quercetani, uno dei quattro saggi che decidevano l'ingresso nella Hall of Fame dell'atletica. Di lui Brera scriveva: "E' arrivato Quercetani, l'Olimpiade può iniziare".

Alla festa di Coverciano, nonostante la presenza di Agnese Pini, il Direttore, La Nazione, invece di dedicare due pagine a Paloscia, si è fermata a venti righe. Non vorrei si dimenticassero il giornalista e l'uomo, che porta 95 anni come un giovinetto, ha gestito una redazione con tanti numeri uno senza screzi. Difficile trovare chi non abbia nemici, ma questo è un fuoriclasse, con la Fiorentina nel cuore. Chissà se il Viola Park di Bagno a Ripoli, in un futuro lontano, ricorderà Raffaello Paloscia, un gigante. 

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