Siamo alla frutta?

29.10.2021 10:46 di Claudio Nassi   vedi letture
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Siamo alla frutta?

Diceva Bela Guttmann, allenatore del grande Benfica di Eusebio e Simoes: "C'è una regola tanto elementare quanto disattesa: quando sei in possesso del pallone, smarcati; quando invece ce l'hanno gli avversari, marca. Il calcio è tutto qui". E Alex Ferguson: "Decidere velocemente quando sei sotto pressione. Ecco che cos'è il calcio". Il primo parlava così negli anni '60, il secondo ha vinto, dal 1986 al 2013, 38 trofei col Manchester United, come nessuno. Il gioco del calcio è semplice. Seppoi vogliamo continuare e ricordare Di Stefano: "L'allenatore non conta, conta il talento", o Sivori: "Il campione deve andare oltre gli schemi. Trapattoni non ha mai detto a Platini come doveva giocare" e "La religione del collettivo ha partorito un delitto: ha ucciso la fantasia", abbiamo risposta a coloro che vogliono il calcio cambiato. Potrei aggiungere in meglio, o in peggio? La risposta non è difficile: non sono molte le partite che desidereresti non finissero mai. Un tempo era diverso. Eppoi sono sempre quattro le cose che non si possono imparare: gioventù, velocità, talento e fare gol. Come non cambia l'insegnamento di Zagalo: "Per giudicare un calciatore bisogna stabilire due cose: prima se ha talento, poi qual è il ruolo. Il resto si può imparare". O quel che dice Osvaldo Bagnoli: "Il gol ideale è quello che viene messo a segno con un solo passaggio: lancio del portiere per il centravanti, tiro e rete".

Le citazioni non sono fini a se stesse, spiegano la semplicità di un gioco che solo menti eccelse hanno portato ai limiti della bancarotta. Eppure portieri, difensori e centrocampisti si costruiscono in casa. Non siamo più capaci. Non ci sono istruttori all'altezza, né ci si preoccupa di insegnare loro che cosa facevano i vecchi maestri. Ma Coverciano non era l'università del calcio? E quello cui stiamo assistendo non sono cose da far rizzare i capelli? Se la Roma perde 6-1 in Norvegia con il Bodo Glimt, può Mourinho scaricare le colpe sui calciatori perché non all'altezza del compito, dal momento che la rosa non offre alternative valide al di là dei titolari? Se guadagni 7 o più milioni netti per non so quanti anni, non creare ulteriori problemi e i panni sporchi lavali in famiglia. Né capisco se, dopo le esperienze di Garcia, Fonseca e Monchi, c'era la necessità di andare a cercare ancora all'estero Pinto e Mourinho. Non ci stanchiamo mai di farci accerchiare da mediocri consigliori o vivere di ricordi?

Seppoi dall'altra parte del Tevere ci si mette anche Sarri, si fa l'en plein. Si può dire che Luis Alberto e Milinkovic-Savic non possono giocare insieme, se l'anno scorso la Lazio aveva, forse, il centrocampo più forte del torneo con Lazzari, Milinkovic, Lucas Leiva, Luis Alberto e Lulic o Marusic? Non diceva Liedholm: "Datemi quelli bravi, a farli giocare insieme ci penso io"? E si deve vedere ancora Beto andare in gol al 94' su angolo e portare l'Udinese al pari a Bergamo senza essere marcato? E Giroud decidere Milan - Torino solo soletto sul palo morto dopo un calcio d'angolo? Allora aveva ragione Boskov quando, all'avvento della zona, disse: "Così gli allenatori non perderanno più tempo nemmeno a studiare le marcature"! 

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