Sostituzioni

04.01.2021 08:00 di Claudio Nassi   Vedi letture
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Sostituzioni

Dice Filippo Inzaghi: "Pioli e Simone Inzaghi meriterebbero l'Oscar per il 2020". E' così sicuro di essere nel vero da fare il nome del fratello, dimenticando Gasperini, Juric e De Zerbi, non proprio male con Atalanta, Verona e Sassuolo. Capisco che voglia dimostrare anche l'importanza del proprio lavoro, ma rimango dell'avviso che, se uno avesse tutte le doti che occorrono per allenare, potrebbe guidare gli USA.

Immediatamente viene da rivedere il giudizio del tecnico del Benevento. Soffermiamoci su alcune sostituzioni. Il Milan si trova a Reggio Emilia, in trasferta, contro il Sassuolo. Conduce 2-0. All'86' Pioli sostituisce Calhanoglu con Daniel Maldini. Toglie uno dei migliori. Leggo un giudizio: "Parte a sinistra, finisce a destra, passando per il centro. Assist a Leao, crea e copre, leader". Un altro: "Il rigore è solo una chicca su una prova sontuosa. Prende la squadra per mano. I suoi angoli? Una sentenza". Per il mister la partita è finita. Eppure mancano 4' al termine. Con il recupero 9'. E' il segnale che dà alla squadra e, al tempo stesso, invita i padroni di casa ad attaccare. Dopo 3' Berardi accorcia su punizione e la gestione del finale diventa sofferenza. Perché? Cambiava la vita a Maldini giocare 9' e il recupero di Calhanoglu si sarebbe allungato a dismisura se restava in campo? Non scherziamo. Cosa vista anche in altre occasioni.

Simone Inzaghi si trova ad affrontare il Milan a San Siro. Gara delicata per il futuro. Al 59' un'invenzione di Milinkovic mette Immobile al di là dei difensori e con un preciso sinistro è 2-2. Dopo 15' gli artefici del pari sono chiamati in panchina per Akpa Akpro e Pereira. Eppure la Lazio stava avendo il sopravvento, ma, senza i due migliori, con Luis Alberto, invitava il Milan a produrre il massimo sforzo. Puntuale al 93' il 3-2.

Non sono errori da poco e meraviglia che uno non si accontenti dei 2 milioni netti che guadagna. Per questo credo che certe cifre non siano meritate. L'allenatore non fa gol né serve assist. Non vince le partite. Può solo perderle. Stupisce il fatto che i presidenti, invece di voler aumentare i ricavi, non si preoccupino di ridurre i costi. Così, quando dicono che D.S. e D.G. hanno contratti da 1,7 milioni netti più bonus, come Marotta, 1,5 Paratici, 1,2 Giuntoli e Petrachi, 800mila Ausilio e 700 per tre anni Faggiano, ex del Genoa, stento a credere. In campo vanno i calciatori e, quando sento le cifre che percepiscono i più bravi, non discuto, ma solo se riguardano i migliori.

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