Vince chi comanda

29.05.2020 09:00 di Claudio Nassi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Vince chi comanda

Perché l'Olanda, quando aveva la nazionale più forte, non ha vinto il mondiale? La risposta è semplice: non aveva peso politico. Perse la finale nel '74 in Germania a favore della squadra di casa e la stessa cosa avvenne 4 anni dopo in Argentina. L'uomo forte del calcio olandese era un commerciante di diamanti, Coster, suocero di Cruyff e fondatore, con Keizer e Apollonius, della Interpro Limited, società che aveva la procura dei migliori calciatori. Quando dico che il calcio è un fatto politico, economico, tecnico, tattico, fisico e atletico, so che si stenta a credere, ma se la "rosea" regala due pagine per ricordare i 20 anni incredibili della Spagna, con 10 Champions, 9 Coppe tra Uefa e Europa League e 12 Supercoppe, oltre a 2 titoli europei e al Mondiale 2010, dimentica di fare il nome dell'autore primo di tanti successi. Infatti Angel Marìa Villar Llona, Presidente della Federazione, Vicepresidente UEFA dal 2002, FIFA dal 2003 e Presidente delle Commissioni arbitri FIFA e UEFA, era il padrone del calcio. Fino ad allora la Roja aveva vinto un Europeo, nel '64, ma più volte si assisteva a finali di Champions e Europa League tra squadre della Liga.

Ecco perché, quando sento tecnici illuminarsi d'immenso per aver ottenuto successi in Italia e all'estero, domando se sogno o son desto. L'unica persona indispensabile è il presidente e, se questo è il gioco del potere, alla fine vince chi lo detiene. A livello nazionale e internazionale. E' vero, come diceva Jerry Krause sull'allenatore, che "... non si è mai visto un fantino trasportare il cavallo oltre il traguardo, ma i piccoli aggiustamenti e le correzioni che fai guidando sono importanti". Così com'è vero che in campo vanno i calciatori; ma ho troppi capelli bianchi per non aver imparato qualcosa da grandi maestri. Se non ci fossero stati gli Agnelli, la Juventus avrebbe vinto tanto? E l'Inter, senza Angelo Moratti, avrebbe sbancato tutto in 3 anni? E il Milan, senza Berlusconi, avrebbe vinto 29 trofei in 30 anni? E l'Olanda non fu ancora uccellata al Mondiale 2010 dall'inglese Webb, quando ai supplementari espulse Heitinga per doppia ammonizione e, 7' dopo, Iniesta andò in gol grazie a un fallo non fischiato?

E il Real, il Barça e il Bayern non hanno vinto anche quando non meritavano? E l'Atletico Madrid non vinceva al 94' la finale di Champions, ma, allungando il recupero, l'olandese Kuipers permise a Sergio Ramos di pareggiare e al Real di vincere la "decima"? E nel '68 non abbiamo vinto l'Europeo con Artemio Franchi ai vertici del calcio, come nel Mondiale dell''82? E la Juventus non fu battuta dal potente segretario generale UEFA, il tedesco Aigner, quando, nella finale della Coppa dei Campioni a Monaco, contro il Borussia Dortmund, volle il numero uno degli arbitri, l'ungherese Puhl, per tacitare eventuali rimostranze, e i bianconeri si videro negare un rigore a Del Piero all'inizio e un secondo, anche se non evidente come il primo, sullo stesso calciatore, sull'1-2? E avremmo vinto il Mondiale 2006 senza l'aiuto di una griglia preparata con la massima cura? E l'Argentina nel '78, senza Grondona, avrebbe vinto il Mondiale? E martedì, in Borussia Dortmund - Bayern, che decideva la Bundesliga, perché l'arbitro non ha scomodato neppure il VAR per un fallo che poteva essere da rigore per i padroni di casa? Purtroppo il calcio rimane un gioco stupido per persone intelligenti e, per chi non lo capisce, non c'è medicina!   

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